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Gli ortaggi

Scopri le caratteristiche della nostra verdura

1. Aglio
2. Asparagi
3. Bietole (coste ed erbette)
4. Broccoletti
5. Carciofi
6. Carote
7. Catalogna
8. Cavolfiore
9. Cavolini di Bruxelles
10. Cetrioli
11. Cipolle
12. Finocchi
13. Prezzemolo
14. Sedano
15. Spinaci

Aglio

L’aglio è una pianta coltivata bulbosa della famiglia delle alliaceae, originaria delle zone desertiche dell’Asia ma che cresce spontaneamente anche in Sicilia e Calabria. La parte commestibile è il bulbo o testa, costituito da un numero variabile di bulbilli, i cosiddetti spicchi avvolti ciascuno in tuniche protettive. Il peso del bulbo può variare da 20 a 150 grammi. Le foglie esterne del bulbo (da 1 a 3) hanno guaine sottili di aspetto cartaceo formanti un comune involucro di protezione dei bulbetti.

Si distinguono tre tipi di aglio:

- l'aglio a tunica bianca o comune. È il più conservabile e il più forte. (Aglio bianco piacentino-bianco del fucino-bianco di Napoli-bianco calabrese-bianco polesano);

- l’aglio a tunica rossa. È  molto piccante (rosso di Sulmona - rosso di Trapani). Gli agli a tunica rossa rispetto a quelli a tunica bianca hanno un ciclo di coltivazione più breve di circa 1 mese e i bulbi molto più grossi ma meno idonei alla conservazione;

- l'aglio a tunica rosa. È un aglio molto delicato ma scarsamente conservabile, infatti viene consumato soprattutto come aglio novello. (Rosa di Agrigento-rosa napoletana)

L'aglio può essere acquistato allo stato fresco, semifresco e secco. Per aglio fresco si intende il prodotto che presenta lo stelo verde e di cui la tunica esterna del bulbo è ancora allo stato fresco. Per aglio semifresco si intende il prodotto che presenta lo stelo verde e la tunica esterna del bulbo non completamente secchi. Per aglio secco si intende il prodotto che presenta lo stelo, la tunica esterna del bulbo e la tunica che avvolge ogni bulbillo completamente secchi.

L'aglio può essere commercializzato:

- sciolto con steli recisi: lunghezza massima degli steli cm 10 per gli agli freschi o semifreschi, cm 3 per gli agli secchi;

- in mazzi con almeno 6 bulbi per prodotto fresco o semifresco;

- in mazzi con almeno 12 bulbi per prodotto secco;

- in trecce di almeno 12/24 bulbi per prodotto secco  e semisecco;

- in piccole retine con 2/3 bulbi.

Calendario produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Italia (Campania-Romagna-Veneto-Sicilia-Lazio-Toscana)

Cina - spagna

Varietà

Aglio bianco piacentino - aglio bianco di Napoli - aglio bianco polesano - aglio rosso di Sulmona - aglio rosa napoletano - aglio di Caraglio

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Asparagi

L’asparago che significa germoglio e’ una pianta erbacea della famiglia delle liliaceae originaria probabilmente della mesopotamia o dell’iran. E’ costituito da un fusto sotterraneo che tende a portarsi verso la superficie del terreno. La parte commestibile e’ costituita da giovani germogli chiamati turioni che spuntano alla base dei rizomi legnosi denominati zampe. Sono di forma allungata, consistenza carnosa e sapore delicato.

Si distinguono:

- Asparago bianco. Germoglia interamente sotto terra, in assenza di luce, ha un sapore delicato;

- Asparago violetto. E’ in realta’ un asparago bianco che tende a fuoriuscire dal suo sito e, vedendo la luce, le punte diventano lilla. Ha un sapore fruttato e un leggero gusto amaro;

- Asparago verde. Germoglia all’aria aperta portando a compimento il processo naturale di fotosintesi clorofilliana. Ha un sapore marcato e un gusto dolciastro;

- Asparago selvatico, detto anche asparago di campo. Cresce spontaneo, e’ sottile e ha colore uniforme e sapore intenso.

Gli asparagi possono essere coltivati in campi aperti o in apposite serre. Una varieta’ particolare e’ rappresentata dall’asparagina, caratterizzata da turioni sottili e delicati.
In base al regolamento cee i turioni degli asparagi sono classificati in quattro gruppi secondo la loro colorazione:

Asparagi bianchi;

Asparagi violetti, con l’apice tra il rosato e il violetto/porpora ed una parte del turione bianca;

Asparagi violetti/verdi, di cui una parte presenta una colorazione violetta e verde;

Asparagi verdi, con l’apice e la maggior parte del turione che devono presentare colorazione verde.

La presente norma non si applica agli asparagi verdi o violetto/verdi aventi diametro inferiore a 3 mm e ad asparagi bianchi e violetti aventi un diametro inferiore a 8 mm, confezionati in mazzi uniformi o in imballaggi unitari.
 

Calendario produzione

da marzo a giugno

Zona di produzione

Piemonte - Liguria - Veneto - Campania - Emilia Romagna - Toscana - Lazio - Puglia

Varietà

Bianchi: bianco di Cimadolmo igp, bianco di Badoere, bianco di Bassano del grappa, bianco di Cesena.

Verdi: verde di Altedo igp, verde di Tivoli, minerva, mary washington.

Violetti: rosa di Mezzago, argentevil, napoletani, violetto d’Albenga.

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Bietole (coste ed erbette)

La bietola, chiamata anche bieta, e’ una varieta’ di barbabietole da orto, appartenente alla famiglia delle chenopodiacee, originaria del bacino del mediterraneo.

Si divide in:

- bietole da coste o costa

- bietola da foglie o erbette. 

Coste (bieta vulgaris cycla). La bietola da coste, un ortaggio da foglia per cuocere, ha un cespo di foglie verde scuro, riunite a rosetta, avente un picciolo bianco carnoso molto sviluppato in lunghezza e in larghezza, che si dirama in nervature molto pronunciate che si chiamano coste. Nelle bietole da coste si consumano sia le foglie che le coste fogliari (la parte iniziale della foglia, bianca, spessa e carnosa).

Calendario Produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Lazio - Toscana - Puglia - Liguria

Varietà

Bionda A Costa Argentata - Verde A Costa Bianca - Bionda A Costa Larga - Verde A Costa Gigante Argentata

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Broccoletti

I broccoletti, il cui nome significa germoglio, sono ortaggi della famiglia delle crucifere, originari del bacino mediterraneo. La parte commestibile, denominata testa o palla, di forma sferica, appiattita o conica, è costituita dalle infiorescenze a cupola, composta da diversi corimbi compatti, sodi, di colore verde intenso, a volte tendente al grigio e da una parte dello stelo, lungo 15-20 cm. Le foglie sono consistenti, fragili al tatto e carnose.

I  broccoletti possono essere commercializzati:

- sfusi, sistemati in plateau;

- confezionati, filmati con film nieroforato o con pellicola aderente.

Il contenuto di ogni imballaggio deve essere omogeneo e comprendere prodotto della stessa origine, varietà e colore.

Calendario    produzione

da gennaio a marzo

da settembre a dicembre

Zona di produzione

Lazio - calabria - abruzzo - campania - puglia - sicilia

Varietà

· marathon;

· tardivo di albano;

· ramoso verde calabrese.

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Carciofi

Il carciofo è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle composite (asteracee), di origine mediterranea, molto noto fin dall’antichità, che deriva dal cardo selvatico. La parte commestibile del carciofo è il capolino, che si consuma prima della fioritura, di forma sferoidale, conica o cilindrica, con base ingrossata denominata ricettacolo carnoso (cuore), dove sono presenti numerose setole bianche e traslucide che costituiscono il pappo. 

Sulla periferia del ricettacolo si sviluppano le “foglie” chiamate brattee a forma di scaglie sovrapposte le une alle altre che possono terminare con o senza spine di colore verde tendente al grigio cenere o di colore violetto a seconda della varietà.

Il carciofo contiene una particolare sostanza chiamata cinarina, che possiede diversi principi attivi preziosi per la nostra salute.

I carciofi vengono classificati in base a diversi criteri. In base alla presenza delle spine si distingue fra varietà spinose e inermi.

Le varietà spinose hanno capolini con brattee che terminano con una spina più o meno robusta (spinoso sardo-violetto spinoso di Palermo). Sono generalmente più affusolati di quelli senza spine e sono di odore verde intenso (spinoso di Albenga di forma ovale, spinoso sardo di forma conica allungata con foglie grandi e spinose, spinoso di Sicilia ha forma rotonda ed è tenero e polposo, veneto di Chioggia di colore chiaro, violetto di toscana ha colore viola e forma affusolata.

Le varietà inermi hanno brattee senza spine, mutiche o mucromate (catanese, violetto di Provenza, romanesco, violetto di toscana).

Hanno una forma rotondeggiante e particolari sfumature violacee (violetto di Catania senza spine, con foglie violacee, Paestum di forma arrotondata, con foglie di colore rosso scuro, romanesco detto anche mammolo, di forma sferica, grosso, particolarmente morbido, con foglie verde-viola.

In base al colore del capolino si distingue fra varietà violette e verdi.

In base al periodo di produzione si distingue fra varietà autunnali o rifiorenti o precoci (catanese, violetto di Provenza, spinoso sardo, spinoso di Palermo) e varietà primaverili o tardive (romanesco, violetto di toscana, camus de bretagne, blanca de espana). Al gruppo di varietà autunnali appartengono tipi la cui produzione si verifica a cavallo dell’inverno con inizio ad ottobre-novembre, e, dopo una stasi invernale, continua in primavera fino a maggio. Queste varietà sono caratterizzate da un capolino medio-piccolo, del peso di circa 150-200 gr. Le varietà primaverili sono coltivate nelle aree costiere dell’Italia centro-settentrionale e forniscono una produzione più o meno precoce che può durare da febbraio-marzo a maggio-giugno. Questi carciofi rappresentano una produzione più pregiata e hanno un capolino molto più grande rispetto alla varietà autunnale. Le varietà primaverili si dividono in due grandi famiglie: romaneschi e toscani. La varietà più diffusa in Italia e’ il catanese o violetto di Sicilia che fornisce il 56% della produzione nazionale.

Calendario produzione

da gennaio a giugno

da novembre a dicembre

Zona di produzione

Italia (Sardegna - Sicilia - Puglia - Toscana - Liguria -  Lazio -  Veneto)

Francia - Spagna - Grecia -  Marocco

Varietà

Gigante di Napoli - tardivo di Fano - pisano tardivo - snow ball - precoce di Jesi - precoce toscano

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Carote

La carota è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle umbrelliferae ed è uno dei più comuni ortaggi, originaria dell’afganistan. La carota viene coltivata  due volte l’anno e la parte commestibile e’ la radice, sviluppata a cono rovesciato.
Le carote vengono suddivise:

- a seconda dalla forma in corte, mezzane, lunghe;

- a seconda del colore e dell’epoca di maturazione: in precoci (periodo agosto) medie (aprile-maggio) e tardive (autunno-inverno). Le carote precoci vengono raccolte dopo 4 mesi mentre le tardive dopo 6 mesi.

In base al tempo di coltivazione la loro lunghezza può variare da un minimo di 3 cm ad un massimo di 20 cm.

Le carote possono essere commercializzate:

- in mazzi. Le radici vengono presentate con le relative foglie, che devono essere fresche, verdi e sane. Le radici di ogni mazzo devono essere di calibro all’incirca uniforme. I mazzi di ogni imballaggio devono avere un peso pressoché  uniforme ed essere disposti su uno o più strati ordinati;

- senza foglie. Le foglie devono essere strappate o tagliate vicino al colletto, senza che la radice venga danneggiata.

Le radici possono essere presentate:

 - in piccoli imballaggi;
 - disposte in vari strati nell’imballaggio;
 - alla rinfusa (carico diretto su mezzo di trasporto o in scompartimento di mezzo di trasporto) per la categoria II.

Calendario    produzione

carote di serra da gennaio a dicembre

carote di campo da giugno a settembre

Zona di produzione

Veneto - Puglia - Emilia Romagna (da set a feb) - Lazio (maccarese da gen ad apr) - Sicilia (ispica da mar/apr a mag) - Ferrara (da mag a lug) - Abruzzo (fucino-avezzano da giu a nov)

Varietà

Rosso lunga di napoli - flakkee - grelot

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Catalogna

La catalogna è una verdura facente parte della famiglia della cicoria (composite) dal sapore amarognolo, originaria del bacino del mediterraneo. Viene chiamata anche cicoria asparago per la sua forma.

Si distinguono due varietà:

- catalogna comune a foglie lunghe verdi e frastagliate, più alta ed eretta, che essendo più amara si presta meglio alla cottura;

- catalogna cimata o puntarelle a costa larga e bianca i cui germogli si sviluppano all’interno del cespo e si mangiano crudi. Il cespo è caratterizzato da una forma allungata di circa 40-50 cm, di colore verde chiaro e da steli floreali (puntarelle) che fioriscono verticalmente dal cespo.

La regione Lazio ha riconosciuto la tipicità di questo ortaggio inserendolo nell’elenco dei prodotti tradizionali italiani col nome di cicoria di catalogna frastagliata di Gaeta (puntarelle) corrispondente alla varietà che viene consumata cruda.

La regione veneto ha riconosciuto la cicoria catalogna di Chioggia che corrisponde alla varietà consumata cotta.

Calendario produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Lazio - Veneto - Puglia - Campania

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Cavolfiore

Il cavolfiore appartenente alla famiglia delle crucifere varietà brassica (brassica oleracea l. Conv. Botrytis balef) è uno tra gli ortaggi più coltivati in Italia, diffuso soprattutto nelle regioni centro-meridionali. La parte commestibile è costituita dall’ingrossamento dei peduncoli floreali che si raggruppano al momento della maturazione e viene chiamata corimbo, cespo, capolino, palla o testa.
 
E’ caratterizzato da un fusto corto, verde chiaro da cui partono delle grosse foglie verdi che formano un cespo. Al centro ci sono le teste composte da piccoli fiori.

Le varietà più diffuse sono:

- il tipo palla di neve, di colore bianco candido;
- il tipo gigante di Napoli di colore bianco crema;
- il tipo violetto di Sicilia, di colore violaceo, chiamato anche cimone.

Per la commercializzazione il cavolfiore è preparato in 4 diverse maniere:

- affogliato: sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono lasciate a protezione del corimbo e appena spuntate nella parte terminale;

- coronato: sono eliminate solo le foglie grandi più esterne, mentre le altre sono tagliate al massimo circa 3 cm al di sopra della testa;

- defogliato: sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più interne e tenere avvolgenti il corimbo;
nudo: tutte le foglie sono eliminate e il corimbo e’ avvolto da un film plastico microperforato.
 

Calendario produzione

da gennaio a maggio

da settembre a dicembre

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Cavolini di Bruxelles

Brassica oleracea var. Gemmifera i cavolini di Bruxelles fanno parte della famiglia dei cavoli e sono i germogli del cavolo di Bruxelles e crescono alla base delle foglie principali e sono costituiti da foglioline sovrapposte l’una alle altre sottostanti. Hanno una dimensione molto piccola che varia dai 15 ai 40 mm, più o meno quella di una noce, e sono strettamente incappucciati, molto sodi e compatti, di colore verde.

Sembra che siano originari dell’Italia, importati in Belgio dalle legioni romane. I cavolini di Bruxelles comprendono numerose varietà che si adattano alle diverse stagioni:

- varietà precoci: produzione da fine settembre a novembre
- varietà semi-tardiva: produzione da fine settembre a novembre;
- varietà tardiva: produzione da gennaio a marzo.

Calendario di produzione

Da gennaio a maggio e da ottobre a dicembre

Zona di produzione

Italia - Belgio - Olanda - Francia - Inghilterra

Varietà

Frigostar - Rampart - Sigmund - Lunet - Jade cross

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Cetrioli

Il cetriolo è un ortaggio appartenente alla famiglia delle cucurbitacee, originario dell’India. Il cetriolo ha forma allungata, buccia spessa, provvista di piccole protuberanze o liscio e di colore verde ed è lungo da 20 a 30 cm. La polpa bianca e succosa, è soda e croccante, con semi distribuiti in tre file sull’asse centrale. La polpa è ricca di acqua, vitamine e sali minerali.

I cetrioli vengono suddivisi in:

- cetrioli a frutto grosso;

- cetrioli a frutto piccolo o cetriolini. Vengono raccolti immaturi, di piccole dimensioni e usati per il confezionamento dei sottaceti

Calendario    produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Italia - Spagna - Grecia - Olanda - Francia - Germania 

Varietà

Ashley: dai frutti affusolati lunghi 20 cm;

Cubit: dai frutti medio-corti;

Marketer: di colore verde scuro, leggermente papilloso;

Torpedo: a frutto corto;

Verde lungo dalle cascine: frutto lunghissimo di ottima qualità;

Rollison’s telegraph: frutto molto lungo di colore verde scuro, liscio.

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Cipolle

La cipolla è una pianta bulbosa della famiglia delle liliacee, originaria dell’Asia, fu introdotta in Europa dai greci. E’ uno degli ortaggi più antichi fra quelli consumati dall’uomo ed è l’ortaggio più coltivato in Italia. La parte commestibile della pianta è rappresentata dal bulbo che è costituito dall’ingrossamento della parte basale delle foglie che si inseriscono le une sulle altre su un fusto centrale, detto girello e che si ispessiscono, divengono carnose, bianche o violette o leggermente colorate di rosso. Le guaine esterne si presentano sottili cartacee, di colore variabile a seconda delle varietà. Sono avvolte molto strettamente e formano una sorta di strozzatura alla fine del bulbo che prende il nome di colletto o collo. Il bulbo a seconda della varietà presenta mediamente un peso variabile dai 120-130 ai 300 grammi.

Esistono circa 60 varietà di cipolle che variano a seconda: -della zona di coltivazione; -della forma: tondo-allungata, tondo-globosa, appiattita; -del colore: bianca, dorata e rossa; -dell’epoca di raccolta: primaverili-estive e autunnali-invernali; -della dimensione del bulbo: piccole, medie e grosse; -della precocità: precoci o cipolla a giorno corto necessitano di 12 ore per bulbificare e tardiva o cipolla a giorno lungo, necessitano di 16 ore per bulbificare.

Le varietà più comuni sono:

- la cipolla bianca
- la cipolla bionda
- la cipolla rossa
- i cipollotti
- le cipolline
- lo scalogno

Calendario produzione

Da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Emilia Romagna - Campania - Sicilia - Puglia

Varietà

· dorata di bologna
· cipolla rossa di tropea
· cipolla rossa di acquaviva
· cipolla rossa di suasa
· cipolla ramata di montoro
· cipolla di brunate (utilizzata per i sottoaceti)
· cipolle borettane (prendono il nome del comune di boretto dell’emilia romagna)
· cipolla rossa di firenze
· cipolla bionda di imola

Varieta’ a bulbo giallo. Ha il bulbo di colore giallo paglierino per le varieta’ precoci e giallo dorato per quelle tardive. Le tuniche interne sono di colore bianco paglierino. La forma e’ rotondeggiante o globosa e la pezzatura e’ medio-grossa.

Le varieta’ piu’ diffuse sono: dorate di parma, gialla di mondragone.

Varieta’ a bulbo bianco. Ha il bulbo e le tuniche interne di colore bianco. La forma rotondeggiante e la pezzatura e’ medio-grossa. Le varieta’ piu’ diffuse sono: la bianca di barletta, la borettana, la cipolla bianca della regina, bianca di chioggia, bianca di giugno.

Varieta’ a bulbo rosso. Ha il bulbo di colore rosso. Le tuniche interne sono di colore bianco rossastro. La forma e’ rotondeggiante o a trottola e la pezzatura medio-grossa. Le varieta’ piu’ diffuse sono la rossa di tropea, rossa di firenze, sanguigna di milano.

Cipollotti. Sono cipolle raccolte quando il bulbo e’ ancora immaturo, nel periodo che va da marzo a maggio, quando ha appena iniziato a crescere e il sapore e’ ancora delicato.

Esistono 2 varietà:
- cipollotto bianco, che proviene dalla cipolla bianca caratterizzato da un sapore forte;
- cipollotto rosso, che proviene dalla cipolla rossa caratterizzato da un sapore dolce.

La varieta’ piu’ diffusa e’ la nocera, coltivato nella provincia di salerno e napoli.

Cipolline novelle. E’ una varieta’ di piccole dimensioni, dolce e delicata, che viene destinata prevalentemente per la preparazione dei sottoaceti.

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Finocchi

Il finocchio (foeniculum vulgare) è una pianta erbacea della famiglia delle apiaceae (ombrellifere) originaria del bacino del mediterraneo.

Il finocchio si presenta con un bulbo carnoso chiamato grumolo di colore bianco o verde chiaro, formato dalle guaine fogliari incappucciate tra loro in modo compatto e sono attaccate a un fusto conico molto corto, situato al livello del terreno.

Gli steli del finocchio, che sono il prolungamento delle guaine fogliari, possono arrivare fino ad un’altezza di 180 cm e sono piene di foglioline dalla forma allungata e strette di colore verde acceso. Il finocchio ha un sapore molto aromatico per la presenza di un’essenza contenuta in tasche secretrici.

Si conoscono due varietà:

- finocchio selvatico o amaro: cresce spontaneamente e di esso si utilizzano i germogli e le foglioline aromatizzanti;

- finocchio coltivato o dolce, viene coltivato dall’uomo e si distingue in:

- finocchio nostrano diffuso in modo particolare nell’Italia centro-settentrionale di cui fanno parte il dolce di Firenze, di Lecce, di Chioggia, di Bologna e romano;

- finocchio grosso d’Italia, coltivato nel sud Italia di cui fanno parte il finocchio di Sicilia, di Napoli, di Messina e di Palermo.

Del finocchio, in base alla forma, si può distinguere il maschio e la femmina.

Il finocchio maschio si presenta panciuto dalla forma rotonda, adatto per essere mangiato crudo.

Il finocchio femmina si presenta con una forma più allungata e affusolata, indicato per essere cotto.

Calendario produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Puglia - Campania - Lazio - Sicilia - Marche - Abruzzo - Calabria - Emilia Romagna

Varietà

Mantovano - Grossisimo Di Napoli - Tondo Di Sicilia - Romanesco - Tondo Di Parma

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Prezzemolo

Il prezzemolo (petroselinum sativum) e’ una pianta erbacea della famiglia delle ombrellifere, originaria delle zone mediterranee. La pianta, oltre che essere coltivata, cresce anche spontaneamente. La parte commestibile del prezzemolo e’ costituita dalle foglie di colore verde lucente, completamente glabre (priva di peli), che hanno un contorno triangolare frastagliato e possono essere bipennatosette o tripennatosette, sorrette da robusti steli alti anche una quarantina di centimetri.

Il prezzemolo viene usato come condimento e ha un sapore pungente e leggermente amaro.

Se ne conoscono due varietà:

- prezzemolo a foglia riccia coltivato soprattutto in Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Australia, Sati Uniti

- prezzemolo a foglia liscia o prezzemolo comune largamente utilizzato in Italia.

Calendario di produzione

da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Italia (tranne la Sicilia)

 Varietà

Comune – Gigante d’Italia – Gigante di Chioggia

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Sedano

Il sedano è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle apiaceae (ombrellifere) che cresce spontanea nei luoghi erbosi. È  un ortaggio originario del bacino mediterraneo. Ha foglie pennatosette di tipico odore e sapore aromatico dovuto alla sedanina, con margine dentato-lombato portato da un lungo picciolo costoluto verde o rossastro o giallo biancastro nelle piante sottoposte ad imbianchimento.

Si divide in tre gruppi:

- varietà dulce o sedano da coste: è la più diffusa, ha l’apparato radicale sottile e dritto e viene utilizzato prevalentemente per il gambo di colore verde intenso detto anche costa e con ciuffi di foglie verde scuro. Le foglie hanno un picciolo percorso da nervature lungo la sua lunghezza e sono carnose. In Italia è diffusa anche una varietà di sedano chiaro o biancastro che viene ottenuto mediante la tecnica dell’imbiancamento, grazie alla quale si elimina la clorofilla che determina la colorazione verde e si ottiene un prodotto tenero, croccante, di gusto più dolce e meno aromatico.

- varietà rapaecum di cui si utilizza la radice, più comunemente conosciuta come sedano rapa o sedano di Verona, ha una radice tuberizzata grossa e rotonda, sviluppata nella regione del colletto, con polpa bianca, tenera e aromatica, a forma di globo;

- varietà silvestre o sedano da taglio, di sapore aspro e forte, di cui si utilizzano le foglie come condimento.

Calendario di produzione

Da gennaio a dicembre

Zona di produzione

Piemonte - Puglia - Lazio - Emilia Romagna

Varietà

A coste verdi: verde di chioggia; gigante di romagna; verde pascal; verde di perpignano.
A coste dorate: dorato d’asti; gigante dorato; verga d’oro.
A coste bianche: perla; utah; florida; nicolaus invernale; lepage.

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Spinaci

Lo spinacio è una pianta erbacea della famiglia delle chenopodiaceae. Originaria dell’Asia sudoccidentale, è stata introdotta in Europa intorno al 1000. Gli spinaci sono tra gli ortaggi più diffusi nel mondo. La parte commestibile della pianta è costituita dalle foglie che hanno forma e dimensioni diverse a seconda della varietà, sono di colore verde intenso, sono carnose, consistenti e croccanti a volte bollose, riunite a rosa, provviste di un picciolo lungo 5-10 cm, aventi radice a fittone, di colore rosso. Vengono commercializzate in foglie o in ceppi. Le varietà presenti sul mercato vengono classificate in funzione della destinazione del prodotto (se destinate al consumo o all’industria), della forma delle foglie (larga, arrotondata, allungata) dell’intensità della bollosità (quelli a foglia liscia si lavano meglio), del colore (verde chiaro-verde scuro) e del periodo di semina (varietà autunno-invernali e varietà primaverili-estive).

Calendario produzione

da gennaio a marzo

da novembre a dicembre

Zona di produzione

Lazio - Toscana - Piemonte - Campania - Veneto

Varietà

· Metador che si coltiva in primavera, con foglie grandi mediamente bollose;

· Riccio di castelnuovo con foglie spesse e rotonde;

· Cherokee a foglia liscia, bollosa e verde scuro.

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