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Impariamo a leggere l'etichetta
Saper leggere l'etichetta dei prodotti permettere al consumatore di compiere una scelta consapevole e di seguire una dieta sana.
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Impariamo a leggere l'etichetta dei prodotti alimentari

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Impariamo a leggere l\'etichetta dei prodotti alimentari

“Siamo ciò che mangiamo”

Le etichette alimentari riportano numerose informazioni riguardo la lista degli ingredienti, i termini di scadenza, i metodi di conservazione, l'origine e la composizione nutrizionale dei cibi che mangiamo ogni giorno. Per questo motivo è necessario saperle leggere per compiere una scelta consapevole e per seguire una dieta sana.

La funzione delle etichette alimentari è, quindi, quella di informare correttamente il consumatore sul prodotto che sta acquistando affinché possa scegliere in base alle proprie esigenze e possa valutare il rapporto qualità-prezzo.

1. Indicazioni obbligatorie per legge
2. Come riconoscere un prodotto “speciale”

Indicazioni obbligatorie per legge

Il Decreto Legislativo n° 109 del 1992 e successive modifiche impongono le indicazioni obbligatorie che devo essere riportate sui prodotti alimentari confezionati e sono:

1. denominazione di vendita: descrizione del prodotto prevista dalla normativa come ad esempio “olio extra vergine di oliva”.

2. elenco degli ingredienti tutte quelle sostanze impiegate per la produzione dell’alimento, sono riportate in ordine di peso decrescente e comprendono gli additivi alimentari tra cui coloranti, conservanti, edulcoranti etc., l’acqua, se supera il 5%, le sostanze chimiche prive di valori nutrizionali ma utili a garantire la conservazione o a conferire particolari caratteristiche agli alimenti e gli aromi, con la dicitura “aroma naturale” o “aroma” se di origine sintetica. Inoltre bisogna riportare sull’etichetta l'eventuale utilizzo di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) in qualunque fase della catena alimentare.

3. quantità netta: peso del prodotto senza la tara. I prodotti che sono conservati in un liquido, come il tonno in scatola, devono riportare anche il peso sgocciolato.

4. data di scadenza o termine minimo di conservazione: la dicitura “termine minimo di conservazione” o “da consumarsi preferibilmente entro il …” indica la data entro il quale il prodotto alimentare conserva le sue specifiche proprietà in determinate condizioni di conservazione e il prodotto può essere consumato anche dopo tale data anche se non si assicura l’integrità. Le diciture “data di scadenza” o “da consumarsi entro il…” indicano la data entro il quale è obbligatorio consumare il prodotto perché è altamente deperibile dal punto di vista microbiologico. I due termini sono validi solo se i prodotti sono conservati correttamente, se ciò non avviene i processi di alterazione inizierebbero precocemente e il prodotto potrebbe essere avariato anche molto tempo prima della data prefissata. La data di scadenza deve essere scritta in modo chiaro e leggibile, con caratteri indelebili e dev’essere facilmente individuabile dal consumatore. Per i prodotti conservabili per meno di tre mesi la data deve indicare il giorno, il mese, e l’anno; per i prodotti conservabili per più di tre mesi ma per meno di 18 si deve indicare il mese e l’anno mentre per gli alimenti conservabili per più di 18 mesi come quelli in scatola, è sufficiente solo l’anno. Non è obbligatorio indicare la data di scadenza o il termine minimo di conservazione per i prodotti ortofrutticoli freschi, i vini, i superalcolici, il sale, lo zucchero e l’aceto.

5. nome del produttore o del confezionatore o del venditore: chi ci fornisce il prodotto.

6. sede dello stabilimento di produzione o confezionamento: indica da dove arriva il prodotto alimentare.Il nome del produttore e la sede dello stabilimento permettono di rintracciare la filiera del prodotto.

7. lotto di produzione: indicato dalla lettera “L” seguita da una serie di numeri a più cifre o in forma alfanumerica. Il numero di lotto identifica gli alimenti prodotti nelle stesse condizioni ed è indispensabile per la rintracciabilità nel caso in cui sia necessario ritirare dal mercato i prodotti perché non conformi e quindi non idonei alla vendita e al consumo umano.

8. luogo di origine o provenienza, per i prodotti alimentari non trasformati riguarda il paese di produzione mentre per i prodotti alimentari trasformati riguarda il luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia agricola utilizzata prevalentemente nella preparazione o produzione dei prodotti.

9. può contenere tracce di: aggiunta allo scopo di cautela per la possibile presenza di allergeni contenuti nel prodotto dovuti soprattutto a una possibile contaminazione durante il processo di lavorazione. Gli allergeni più comuni che è possibile trovare negli alimenti sono latte vaccino, lievito, uova, cereali contenenti glutine come il grano, la segale, l’orzo e l’avena, frutta secca, legumi, molluschi e crostacei.

10. modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessario adottare particolari accorgimenti, riguardo alla conservazione e la modalità d’uso, in base alla natura del prodotto.

A seconda del prodotto possiamo trovare anche:

1. titolo alcolimetrico volumico effettivo;

2. bollo sanitario;

Il produttore di prodotti alimentari è obbligato per legge a rispettare la veridicità delle informazioni riportate sull’etichetta, pertanto un’etichetta ricca di indicazioni alimentari è sinonimo di qualità. Il produttore è libero di scegliere se comunicare o no informazioni circa il metodo di produzione, l’origine e la natura degli ingredienti, la certificazione di qualità, la ricetta e il numero verde per l’assistenza clienti.

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Come riconoscere un prodotto “speciale”

Per evitare che i consumatori siano ingannati da una cattiva informazione, la legge prevede che se un prodotto alimentare possiede particolari caratteristiche che lo differenziano da un prodotto della stessa categoria, sulla confezione è possibile evidenziare tale caratteristica con le seguenti diciture:

- Prodotto a basso contenuto calorico è un prodotto che non può avere più di 40 kcal per 100 grammi di prodotto o più di 20 kcal per 100 millilitri di prodotto.

- Prodotto a ridotto contenuto calorico indica un prodotto rispetto avente un valore energetico ridotto del 30% rispetto a un prodotto della stessa categoria.

- Prodotto senza zuccheri non può avere più di 0,5 grammi di zucchero per 100 grammi o 100 millilitri di prodotto.

- Prodotto senza zuccheri aggiunti, non sono addizionati zuccheri come saccarosio, glucosio, lattosio, maltosio, fruttosio, destrosio, sciroppo di glucosio e altri prodotti con proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene zuccheri originari dell’alimento stesso deve riportare la dicitura “contiene zuccheri in natura”.

- Prodotto a basso contenuto di grassi, i limiti variano a seconda del prodotto; per il latte sono ammessi 1,8 g per 100 ml di prodotto, per gli alimenti di origine solida massimo 3 g su 100 g di prodotto e per gli alimenti liquidi 1,5 g per 100 ml di prodotto.

- Prodotto senza grassi non contiene più di 0,5 g su 100 g di prodotto.

- Prodotto senza grassi saturi non possono essere presenti in quantità superiore a 1 g su 100 g di prodotto.

- Prodotto a basso contenuto di sale e/o sodio è un prodotto che non contiene una quantità di sale e sodio superiore a 0,12 g per 100 g di prodotto.

- Prodotto ad alto contenuto di fibre indica un prodotto con un contenuto in fibre che sia almeno pari a 6 g su 100 g di prodotto.

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